Con calma
Difficile pensare ad una città più bella di Roma quando Roma viene lasciata in pace dai romani stressati, dagli studenti indaffarati, dai pendolari frettolosi, dagli impiegati statali insoddisfatti. Roma silenziosa e rilassata come una città olandese, piena di parcheggi a tutte le ore, e con la solita ressa multilingue solo in pieno centro. Roma ospitale e accogliente con i suoi abitanti stanchi per non essere stati in ferie ma alla fine sollevati di non essere finiti su una affollata spiaggia cocente. Roma piena di incontri sorprendenti, di storie che si incrociano, di gente che per gran parte dell'anno non ha il tempo di guardarsi negli occhi, ma che ora si racconta, si diverte, accomunata da un'unica stranezza: essere a Roma quando a Roma non c'è nessuno. Star lì, godersi le saracinesche calate e il soffiare del ponentino, prendersi un pomeriggio per imparare a modellare i palloncini, sedersi a guardar fuori senza sentire nemmeno un clacson. E assaporare l'estate che va via lentamente.
------------------------------------------------------------------
Appendice: Eh si, poi c'è una cosa doverosa da dire. In questo blog, come in molti altri, aleggia da due
anni lo spirito di un uomo meraviglioso. Enzo G. Baldoni è morto in Iraq il 26 agosto 2004 (forse). Dopo due anni sappiamo che ci sono tanti misteri su questa faccenda, che la sua famiglia non ha ancora un corpo su cui posare un fiore, che uno dei giornalisti che sputò veleno su di lui in realtà era una spia (cfr.Farina). Tante cose invece sono chiare come il sole: tra tutte che lo Stato in quell'occasione fu assente e che Enzo è stato in vita un uomo buono, puro e un grandioso non-giornalista*. Dovunque sia, io gli mando un bel bacio.
*n.d.a.: Baldoni era iscritto all'albo dei pubblicisti, e quindi era un giornalista a tutti gli effetti. La mia definizione è dettata dal voler sottolineare che il suo modo profondo e vivace di raccontare le cose era così diverso dallo stanco mondo del giornalismo professionale da sembrarne lontano anni luce.






