A
Tuttavia, scarsissimo risalto mediatico è stato dato al fatto che lo stabilimento di produzione di Singur è da mesi al centro delle polemiche, tra scontri, violenze, arresti e pesanti accuse, fino a quella di omicidio. Tanto, forse, da far fare un ambiguo dietro front alla Fiat che oggi dichiara categoricamente di non avere alcun impegno riguardo la produzione della dream car. [...]La reazione della popolazione locale è stata immediata e gli scontri esplodono già a partire dal 2006. La maggior parte dei contadini nega di aver firmato un documento di cessione della proprietà, altri sostengono di essere stati minacciati per farlo, altri ancora ammettono di avere accettato in cambio della promessa di un lavoro in fabbrica. [...]A Singur i contadini denunciano da oltre un anno le intimidazioni, le violenze e i pestaggi di cui sono vittime a opera della polizia e degli uomini al soldo di Tata Motors. [...] Dalle campagne di Singur i disordini dilagano presto anche nella città di Calcutta. Lo show room di Tata Steel viene preso d'assalto e devastato. Il contenzioso raggiunge il culmine della gravità il 18 dicembre 2006, con il ritrovamento del cadavere di Tapasi Malik all'interno dei terreni recintati della Tata Motors. Tapasi, 18 anni, era una nota attivista del movimento Krishjami raksha commitee (Comitato per la difesa della terra). www.volontariperlosviluppo.it
[...]A fronte di probabili 2000 lavoratori assunti dalla fabbrica della Tata, 30.000 contadini hanno perso la terra, che rappresenta nella maggioranza dei casi l’unica fonte di sussistenza. Gli oppositori al progetto argomentano che lo sviluppo industriale non può affermarsi in conflitto con lo sviluppo dell’agricoltura e propongono a Tata ed a Fiat semplicemente di “spostarsi” sui numerosi terreni non coltivati che potrebbero corrispondere ai requisiti delle industrie, invece che su un terreno straordinariamente fertile, capace di tre o quattro raccolti all’anno.
[...]Hanno fatto decine di morti i conflitti di Singur (fabbrica d'auto Tata in associazione con Fiat) e di Nandigram (un polo chimico, che poi si farà altrove), entrambi in Bengala occidentale. Secondo uno studio recentissimo, oltre 1,4 milioni di indiani hanno perso la propria terra in solo quattro degli stati indiani nell'ultimo decennio - e per la gran parte non si sentono compensati per ciò che hanno perso. Il Manifesto
In questo periodo la stampa italiana viene letteralmente inondata dalle notizie circa il sorprendente recupero in borsa della Fiat. È un vero e proprio crescendo di entusiasmi che individua nel sodalizio Tata-Fiat il traino di un volano destinato ad andare ben oltre il settore dell'auto. Ma quale sia l'effettivo ruolo del gruppo torinese nella produzione della dream car, che ha scatenato tante proteste in India, rimane poco chiaro. [...] Inoltre il presidente della Tata Motors, Ratan Tata, siede nel consiglio di amministrazione della Fiat dal 2005. Difficile sostenere la posizione di Ponzio Pilato. www.volontariperlosviluppo.it
[...]Da Mirafiori a Bombay passando per gli Stati Uniti e il Brasile Marchionne continuerà a tessere la sua ragnatela di alleanze. La strategia per raggiungere gli obiettivi 2008 della Fiat probabilmente ripartirà dall'India. Per tentare la conquista del paese asiatico il Lingotto starebbe infatti vagliando l'ipotesi di raddoppiare la capacità del suo impianto nel Paese asiatico, in joint venture con lo storico partner Tata Motors.