In metro
scritto martedì, 25 novembre 2008 in: roma, divagazioni
Tre ragazzini, 16 anni al massimo, uguali in tutto (abiti, pettinatura, piercing) a tutti i ragazzini di 16 anni. Un solo particolare: non parlano. Mi viene sempre da associare il linguaggio dei segni, con il suo fascino di discrezione e universalità, a qualcosa di extra-ordinario. Invece davanti a me ci sono dei ragazzi, creste ossigenate e unghie smangiucchiate. Normali. Con addosso il fardello di un'adolescenza silenziosa. Allora penso a quanta complessità ci può essere dietro al conformismo dei portachiavi sonanti e degli zainetti colorati. E mi ricordo di aver avuto 16 anni anche io.
vistodalsud @ 13:23 | commenti: commenti (4)(popup)






